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C’è un prima e c’è un dopo. Questa condizione accade a tutti nella vita: un evento spartiacque. A qualcuno succede solo una volta, a qualcun altro di più. Per tutti gli amanti della musica rock è innegabile che Nevermind sia stato uno di quegli eventi.

Sono nato nel 1971, l’11 aprile. Avevo vent’anni, sei mesi e quindici giorni quando uscì un disco che mi fece sgranare gli occhi e mi iniettò adrenalina fin dal primo ascolto!

Appena comprai quel disco, guardando la copertina si intuiva che sarebbe rimasto nella storia. Lo inserii nel lettore CD della mia auto e nulla fu più come prima.

L’attacco di Smells Like Teen Spirit è inconfondibile. Puoi chiedere a chiunque: magari non ti sa dire il titolo, magari non ti sa dire chi sono quelli che la stanno suonando, sicuramente però la persona che avrai davanti inizierà a mimare il gesto della chitarra e, al suono della batteria, comincerà l’headbanging.

Il secondo disco ufficiale dei Nirvana, Nevermind, è forse il disco più celebrato, più venduto e più riconosciuto degli anni Novanta. Non importa che genere di musica tu ascolti o che genere di musica tu ascoltassi allora: Smells Like Teen Spirit l’hai sentita almeno una volta nella vita. Ancora oggi mi chiedo come si possa decidere di aprire un album con un brano così potente. Ti assale, ti fa spalancare gli occhi e ti chiede di saltare: non puoi rimanere fermo. Un giro di chitarra e un arrangiamento di batteria inconfondibili e indimenticabili. Dave Grohl, appena arrivato nel gruppo, è stato il vero game changer. Tutti impazzimmo per il suo attacco alla batteria, che considerammo geniale.

Con l’umiltà che lo contraddistingue, Dave Grohl ha raccontato a Pharrell Williams, durante un’intervista, da dove trasse l’ispirazione per quel suono: incredibilmente dal funk della disco music degli anni ’70. Se non ce lo avesse raccontato lui direttamente, non lo avremmo mai creduto.

Guarda l’intervista a Dave Grohl e Pharrell Williams su YouTube.

In Bloom, che arriva come seconda traccia, sarà poi pubblicata come quarto e ultimo singolo del disco.

Già, perché trentacinque anni fa non esisteva ancora la musica on demand. Era un mondo del tutto diverso. Si fruiva della musica che qualcuno ti suggeriva, un amico, un negoziante di dischi, oppure attraverso le radio, che stringevano accordi con le case discografiche per decidere quali sarebbero stati i brani passati nell’etere per trainare o spingere le vendite del disco.

Un modo del tutto diverso di ascoltare la musica. Non voglio qui entrare nel merito del meglio o del peggio, mi limiterò a dirti semplicemente che era un modo del tutto diverso. Oggi si può ascoltare tutta la musica che si vuole, volendo, senza dover aspettare che qualcun altro te la suggerisca. Ah no, in fin dei conti oggi l’algoritmo ha sostituito amici e negozianti di dischi…

Come As You Are, terza traccia del disco ma secondo singolo in uscita, è il cuore di questo disco. Comincia lenta e ti fa credere che stai per ascoltare una ballad, ma non è così. Negli accordi morbidi della strofa è inserito un testo potente.

Come as you are, as you were
As I want you to be
As a friend, as a friend
As an old enemy
Take your time, hurry up
Choice is yours, don’t be late

Probabilmente in questa strofa c’è tutta la polemica, tutta la lotta al conformismo e alla società moderna che Kurt Cobain ha portato in tutti i testi della maggior parte della sua opera.

Ci sarebbero mille cose che io potrei raccontare di questo album, ma mi limiterò a chiederti di ascoltarlo così come lo hanno pensato quei giovani venticinquenni, Kurt Cobain, Krist Novoselic e Dave Grohl. Il messaggio arriverà più forte.

L’alternanza tra la voglia di lottare e il lasciarsi andare. Erano tre ragazzi che vivevano nello sconfinato “deserto” dello stato di Washington, nel profondo nord-ovest americano, e si sono trovati a essere delle star internazionali, amate, richieste e idolatrate in ogni dove.

Continua l’ascolto con Breed, fermati su Lithium e scoprirai che a volte l’unico modo per uscire da una posizione comoda, dalla stabilità, è cominciare a gridare.

Polly è talmente attuale da farmi scendere le lacrime mentre scrivo. Denuncia l’oggettificazione della donna come non si era mai fatto fino ad allora. La donna vista solo come conquista, come cibo delizioso da avere al pasto.

Cobain è stato un femminista dei suoi tempi e aveva una sensibilità come pochi. L’aneddoto dell’interruzione di un concerto, perché si era accorto di un uomo che importunava una donna, e la richiesta di allontanamento dell’uomo dalla venue è storia.

Territorial Pissings toglie il fiato. Drain You, Lounge Act, Stay Away sono il momento punk del disco, che si avvia alla conclusione. Quindi bisogna essere forsennati, stancarsi, prima di salutarsi.

I saluti sono affidati a On a Plain e Something in the Way.

Ecco, a questo punto il disco sarebbe finito… ma a volte poteva succedere che, dopo qualche minuto di silenzio, a volte come in questo caso dopo molti minuti di silenzio, arrivasse un easter egg se lasciavi girare il vinile o non schiacciavi stop sul lettore CD.

Ecco, abbiate pazienza… ancora qualche minuto di silenzio e…

SBAM! Endless, Nameless.

Ascolta Nevermind dei Nirvana:

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