Una guida all’ascolto dal 2012 al 2024
TI PIACE IL JAZZ?
Allora devi assolutamente ascoltarlo.
NON TI PIACE IL JAZZ?
Allora devi assolutamente ascoltarlo.
Perché forse il problema non è il Jazz. È il tuo modo di approcciare a questo genere musicale.
Mancavano gli strumenti, la conoscenza e quei fondamentali necessari per andare oltre il semplice “mi piace / non mi piace”.
Ascoltalo con le orecchie. Ma, soprattutto, ascoltalo con la testa e con il cuore.
E magari scoprirai che il Jazz non è affatto così male come pensavi.
1. Robert Glasper Experiment — Black Radio (2012)
Black Radio - Album di Robert Glasper | Spotify
Glasper rompe i confini tra jazz, soul, hip-hop ed elettronica, creando un linguaggio accessibile che ha cambiato il modo di ascoltare.
Perché ascoltarlo: Punto di svolta del jazz contemporaneo: l’album mette in dialogo improvvisazione, neo-soul, hip-hop e produzione elettronica, mostrando che il jazz può essere contemporaneo senza rinunciare alla propria identità.
Formazione essenziale: Robert Glasper – piano, Fender Rhodes; Casey Benjamin – sax/voce; Derrick Hodge – basso; Chris Dave – batteria.
Riferimenti: JazzTimes; Grammy Awards; AllMusic.
2. Kamasi Washington — The Epic (2015)
The Epic - Album di Kamasi Washington | Spotify
Un disco che ha riacceso l’interesse per il jazz contemporaneo, mescolando spiritualità, hip-hop, funk e orchestrazioni monumentali senza perdere profondità.
Perché ascoltarlo: Un album-fiume che ha riportato il jazz al centro del dibattito musicale internazionale. Le grandi formazioni, i cori e l’intensità spirituale lo rendono una porta d’ingresso ideale al jazz moderno.
Formazione essenziale: Kamasi Washington – sax tenore; Ryan Porter – trombone; Cameron Graves – piano; Miles Mosley – basso; Ronald Bruner Jr. – batteria.
Riferimenti: JazzTimes; recensioni internazionali dell’album; discografia ufficiale.
3. Makaya McCraven — Universal Beings (2018)
Universal Beings - Album di Makaya McCraven | Spotify
McCraven trasforma frammenti, groove e improvvisazioni in una costruzione ipnotica: jazz contemporaneo come montaggio creativo, urbano, spontaneo e profondamente personale.
Perché ascoltarlo: Qui il jazz diventa materia da campionare, montare e ricomporre. È fondamentale per capire la linea di confine sempre più sottile tra improvvisazione, beatmaking e produzione contemporanea.
Formazione essenziale: Makaya McCraven – batteria, produzione; ensemble di musicisti tra Chicago, Londra, New York e Los Angeles.
Riferimenti: Recensioni specialistiche e selezioni di fine decennio; AllMusic.
4. Nala Sinephro — Space 1.8 (2021)
Space 1.8 - Album di Nala Sinephro | Spotify
Un album sospeso tra elettronica, ambient e spiritual jazz: minimale, meditativo e sorprendentemente intenso, capace di trasformare l’ascolto in esperienza.
Perché ascoltarlo: Arpa, sintetizzatori, improvvisazione ed elettronica convivono in una musica apparentemente rarefatta ma ricchissima di dettagli. È uno dei segnali più chiari della nuova estetica jazz europea.
Formazione essenziale: Nala Sinephro – arpa, sintetizzatori; ensemble di musicisti della scena londinese.
Riferimenti: Album of the Year; selezioni della critica internazionale.
5. Sons of Kemet — Black to the Future (2021)
Black To The Future - Album di Sons Of Kemet | Spotify
Due batterie, fiati incandescenti e radici afro-caraibiche: un’esplosione ritmica che dimostra quanto il jazz possa essere fisico, politico e contemporaneo oggi.
Perché ascoltarlo: Un album potentemente ritmico che fonde jazz, dub, afrobeat e spoken word. La sua energia rende immediatamente evidente quanto il jazz possa essere anche musica corporea e sociale.
Formazione essenziale: Shabaka Hutchings – sax; Theon Cross – tuba; Tom Skinner e Eddie Hick – batteria; ospiti vocali.
Riferimenti: Album of the Year; selezioni critiche degli anni 2020.
6. Floating Points, Pharoah Sanders & The London Symphony Orchestra — Promises (2021)
Promises - Compilation di Floating Points, Pharoah Sanders, London Symphony Orchestra | Spotify
Un incontro irripetibile tra piano elettronico, sax leggendario e orchestra sinfonica: musica contemplativa, moderna e universale, impossibile da ascoltare distrattamente.
Perché ascoltarlo: Nove movimenti costruiti su una struttura essenziale e progressiva: elettronica, orchestra e sax diventano un unico respiro. Un album che dimostra come spiritual jazz e musica contemporanea possano incontrarsi.
Formazione essenziale: Floating Points – elettronica; Pharoah Sanders – sax tenore; London Symphony Orchestra.
Riferimenti: Grammy-related coverage; Album of the Year; critica internazionale.
7. Yussef Dayes — Black Classical Music (2023)
Black Classical Music - Album di Yussef Dayes | Spotify
Yussef Dayes fonde jazz, funk, psichedelia e ritmi globali in un album potentissimo, contemporaneo e fisicamente trascinante, senza perdere raffinatezza.
Perché ascoltarlo: Un disco monumentale per energia e varietà: Londra, Africa, funk, spiritual jazz e psichedelia confluiscono in una batteria protagonista e in un suono profondamente moderno.
Formazione essenziale: Yussef Dayes – batteria; ensemble con basso, fiati, tastiere, percussioni e numerosi ospiti.
Riferimenti: BBC Music; selezioni della critica internazionale; AllMusic.
8. Arooj Aftab — Night Reign (2024)
Night Reign - Album di Arooj Aftab | Spotify
Una voce contemporanea profondamente personale, dove jazz, musica sudasiatica, folk e poesia convivono creando atmosfere notturne, fragili, e magnetiche.
Perché ascoltarlo: Un ascolto ideale per capire il jazz come spazio d’incontro tra culture. La voce, le atmosfere e gli arrangiamenti dilatati costruiscono una musica intima ma sorprendentemente universale.
Formazione essenziale: Arooj Aftab – voce, composizione; ensemble con contrabbasso, arpa, pianoforte e fiati.
Riferimenti: The Guardian; Album of the Year; critica internazionale.
9. Mary Halvorson — Cloudward (2024)
Cloudward - Album di Mary Halvorson | Spotify
Halvorson reinventa il jazz d’ensemble con chitarre, fiati e improvvisazione, costruendo paesaggi imprevedibili che premiano ogni ascolto attento e curioso.
Perché ascoltarlo: Un esempio brillante di jazz contemporaneo come laboratorio: melodie oblique, distorsioni, armonie mobili e improvvisazione convivono senza sacrificare il piacere dell’ascolto.
Formazione essenziale: Mary Halvorson – chitarra; Amaryllis ensemble con fiati, basso e batteria; Laurie Anderson ospite.
Riferimenti: The Guardian; Album of the Year; recensioni specialistiche.
10. Charles Lloyd — The Sky Will Still Be There Tomorrow (2024)
The Sky Will Still Be There Tomorrow - Album di Charles Lloyd | Spotify
Il veterano Charles Lloyd dimostra sorprendente vitalità, unendo spiritualità, lirismo, memoria e improvvisazione in un jazz maturo ma ancora aperto.
Perché ascoltarlo: Un album che collega generazioni e tradizioni senza sembrare nostalgico. Lloyd usa il proprio linguaggio lirico per costruire un jazz spirituale, elegante e ancora capace di sorprendere.
Formazione essenziale: Charles Lloyd – sax tenore, flauto; Jason Moran – pianoforte; Larry Grenadier – contrabbasso; Brian Blade – batteria.
Riferimenti: The Guardian; Album of the Year; recensioni internazionali.
17 ore di jazz, 10 album, un viaggio attraverso il suono di questi anni. Salva questa raccolta nella tua playlist: perché il jazz non è una cosa da capire tutta subito… è una cosa da ascoltare, un brano alla volta.
10 ALBUM JAZZ 2012-2024 - playlist by luigibon-it | Spotify
Nota editoriale.
La classifica è una selezione ragionata, non una graduatoria assoluta: considera impatto, innovazione, rappresentatività delle trasformazioni del jazz contemporaneo e capacità di dialogare con pubblici oltre il jazz specialistico. La scelta è stata confrontata con selezioni e recensioni di JazzTimes, The Guardian, Album of the Year e altre fonti specialistiche. Non pretende di stabilire una gerarchia definitiva: l’obiettivo è costruire una playlist ragionata per capire dove sta andando il jazz.
Fonti e criteri
· JazzTimes, “10 Best Jazz Albums of the 2010s: Critics’ Picks” e “The Decade in Review: Best Jazz Albums of the 2010s”.
· The Guardian, “The 10 best jazz albums of 2024”, con particolare riferimento a Mary Halvorson, Charles Lloyd e Arooj Aftab.
· The Guardian, “The 10 best jazz albums of 2025”, utilizzato come confronto per la vitalità della scena più recente.
· Album of the Year, “The Best Jazz Albums of the 2020s”, utile come riscontro aggregato delle valutazioni critiche.
· Best of Jazz, selezioni annuali 2020–2025, utilizzate come ulteriore confronto sulla rappresentatività del jazz contemporaneo.
· AllMusic, Year in Review 2025, per il quadro generale dell’innovazione nella produzione jazz recente.






















