Il 9 ottobre 2026 è uscito, ovunque, musica liquida, vinili e CD, il nuovo album, il sesto, di Claudia Lagona… scherzo, la conosciamo tutti con il suo nome d’arte Levante.
Una genesi strana per questo disco del quale abbiamo già sentito sette singoli su sedici brani, un po’ insolita come pratica. Qualcuno infatti ad un certo punto si era chiesto se sarebbe mai uscito, o se avrebbe voluto sperimentare questa moderna pratica del pubblicare un pezzo dopo l’altro senza dar loro casa in un raccoglitore unico. In fin dei conti io non mi aspetto mai niente di standardizzato da una delle artiste più interessanti del panorama italiano.
Sono passati tredici anni da Alfonso, il suo primo singolo, quello che la fece subito notare da Max Gazzè, che la volle ad aprire i suoi concerti e nella canzone scritta e cantata insieme Pezzo di me…
Tra la leggerezza di Calvino e i ritmi dance-hall
Ancora una volta, i testi di questo album sono ricercati, raffinati, gli argomenti, come nel suo stile, non sono mai superficiali. Attraverso la leggerezza dei suoni (leggerezza che non è superficialità come insegnava Italo Calvino) ci racconta il disagio e la difficoltà di non sapersi o non volersi raccontare agli altri.
Solitudine, disagio mentale, depressione, ludopatia, tutta la difficoltà di vivere questi tempi pazzi. L’incapacità di accettarsi, farsi accettare ed accettare l’idea che gli altri hanno di noi.
Il disco inizia con la frase inclusa nel titolo dell’album:
“Dell’amore il fallimento
in quanti pezzi siamo rotti?
c’è ancora colla per tenerci insieme?”
Già, perché lo sappiamo tutti che questo mondo ci vuole uniformati, ma:
“…dell’ipocrisia del mondo
quanti di noi si sono sciolti?
i nodi stretti non ci fanno bene”
Ecco. Adesso balliamo. Già, perché tutte queste cose ce le racconta con ritmi di musica elettronica da dance-hall. Non mi credi? Prova a sentire Sono Blu: ok, la prima volta ti concentri sul testo, ma non mi raccontare che riuscirai a stare fermo la seconda volta, perché io lo so che la canterai ballando.
“Fuoco mio” e l’arte della parola
Ma hai sentito “Fuoco mio” ? Un’espressione che si usa spesso in Sicilia, dedicata alla persona che ci brucia dentro. Per noi figli della Madre Etna. Ma che potenza! Che arrangiamento e che intimità!
“Amami!
Al di là del mondo
Ti saprò capire,
ora come allora
ti bacio in fronte al cuore.Amami!
Al di là del mondo
non è mai la fine
ora come allora
ti bacio in fronte al cuoreT’invento nella vita sfollata,
che i grandi non ci sono più
ho messo via i miei giochi insieme a te
Mi presti le tue ali per sempre
così che non mi mancherai
e non avrò bisogno d’altro se
sei il fuoco che cammina con me”
Non voglio toglierti il gusto di ascoltare tutte le canzoni, raccontandole con il filtro della mia passione per certa scrittura. D’altro canto Levante è un’artista della parola a tutto tondo e non si è fermata alla forma canzone: ha pubblicato anche quattro romanzi, lo sapevi?
Ecco un mio suggerimento per te: dopo aver ascoltato questo disco, se non l’hai ancora mai fatto, leggi anche i suoi libri, probabilmente riuscirai ad entrare ancor di più in sintonia.
Cosa dici? Certo che l’ho già fatto anche io, altrimenti non te lo avrei suggerito.
Ascolta Dell’amore il fallimento e altri passi di danza di Levante su Spotify:






















