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Sembra quasi che io voglia raccontare solo dischi che festeggiano un anniversario, giuro che non è così.

Ma ci sono certi anniversari che non possono essere ignorati.

Come fai ad ignorare il decimo anniversario di Santeria di Guè e Marracash?

Vi invito a festeggiarlo nel migliore dei modi.

Iniziando ad ascoltarlo, già mentre leggete queste righe, con un impianto che pompa i bassi sarebbe meglio. I suoni in questo album sono incredibili. Già al primo ascolto si capisce che questo non è un disco come tutti gli altri, è un disco che racchiude nelle sue quindici tracce, nei suoi 55 minuti di ascolto, tutto quello che c’era stato nel rap fino a quel momento e tutto quello che sarebbe arrivato dopo.

Poi se volete andate su internet e provate a comprare i biglietti per il 13 settembre, il 12 è andato sold out da mesi.

Ah, già, il 12 e 13 settembre all’Ippodromo SNAI San Siro a Milano, ci sarà il concerto più atteso dell’anno nel mondo hip hop.

Guè e Marracash saliranno sul palco e faranno ascoltare tutto Santeria dal vivo.

Immagino che la scaletta sarà arricchita dai pezzi di maggior successo dei Re del Rap milanesi. Al momento in cui scrivo non sono ancora noti i nomi di eventuali ospiti.

 

Il disco spartiacque

Ma torniamo al disco spartiacque, sì perché nel rap italiano c’è un prima e dopo Santeria.

Uscito nel fatidico 2016, l’anno in cui il Rap ha iniziato a chiamarsi ufficialmente e diffusamente Trap, per poi entrare a far parte di un nuovo Meltin’Pot chiamato Urban.

Mentre si affacciavano sul mercato le nuove voci italiane che avrebbero detto la loro negli anni successivi (Sfera Ebbasta, Ghali, Dark Polo Gang, Ernia, Izi, Rkomi, Tedua) e quelli che erano già famosi pubblicavano album diventati poi capisaldi della loro carriera: Salmo con il suo Hellvisback che raggiunse il disco d’oro in una sola settimana, Achille Lauro pubblica Ragazzi Madre che lo consacra tra gli artisti più importanti di quel momento, nel suo terzo disco collaborazioni con Gemitaiz, Fred De Palma e Coez.

In mezzo a questo fermento sono Guè e Marracash che vogliono mettere il punto. Quasi a voler dire, anche a quelli prodotti da loro, Bravi tutti ma vi ricordiamo che noi diciamo ancora la nostra e ve la diciamo insieme questa volta. Con un solo disco, per chiarirvi meglio le idee.

Santeria, evoca già dal titolo un voler rimettere le cose al loro posto, perché la Santerìa era il nome dato dai coloni spagnoli all’eccessiva devozione per i santi da parte dei loro schiavi, come a voler affermare quindi che in quel momento storico il rap fosse pieno di finti santi, di finti dèi.

Il disco inizia proprio con la voce di una Santera che maledice con una simil invocazione ai santi Guè e Marracash.

Tutto il disco ironizza, come nello stile dei due amici di vecchia data, sulle capacità degli altri rapper affermando che chi sta al microfono in questo disco è:

“Al top del gioco
Top of the game
Non è un caso
Milano finest
Siamo ancora qui!”

finisce su questi versi Money, prima traccia del disco. Prosegue Nulla Accade, uscito come primo singolo raccontando il punto di vista dei nostri sulla serendipità degli eventi, più ti impegni e muovi le condizioni per fare accadere le cose e vedrai che:

“mai per caso
nulla accade
sai per caso
nulla accade”

 

Le tracce di Santeria

Segue un poker di pezzi che sebbene non siano mai diventati singoli sono uno più bello dell’altro: Senza Dio, Salvador Dalí (qualcuno a scuola la ascoltava direttamente dalla LIM, perché rendeva meglio), Cosa Mia, Purdi nei quali vengono espresse la critica diretta alla gestione della cosa pubblica, attraverso “musica che non richiede l’impegno all’ascolto”. La leggerezza con la quale si affrontano i problemi psichiatrici o delle dipendenze. Perché a volte si cade nelle dipendenze perché non si ha la forza di vivere la propria eccentricità. A volte dall’essere fuori dagli schemi, fuori dalle regole arrivano opere come quelle di Salvador Dalí, qui preso ad esempio di creativo che rompe ogni schema preconcetto.

Più giocosa, ma allo stesso modo pungente arriva Cantante Italiana, nella quale i due muovono una critica all’abitudine che ha preso sempre più piede di inserire un ritornello cantato da una famosa voce femminile, per poter ottenere passaggi radiofonici. La cosa che a me fa ridere che da lì in poi i due non hanno disdegnato a loro volta featuring: Rose Villain, Anna, Myss Keta con Guè. Madame, Elodie, Gianna Nannini, Elisa insieme a Marracash.

Maledetto Me, Scooteroni (chi non l’ha mai canticchiata “scoo-te-roni, scoo-te-roni”)

Tony, Quasi Amici e Film Senza Volume meritano un ascolto approfondito. Solo chi vive in certe condizioni e in certi luoghi probabilmente può capirle profondamente, per chi non può capirle, tanto meglio per loro.

Erba & WiFi ci fa uscire dal disco con un ritmo bossa, questa apparente leggerezza che alberga nei cuori tenebrosi.

Ed ora tutti a provare ad accaparrarsi gli ultimi biglietti per la data del 13 settembre all’Ippodromo SNAI San Siro a Milano. 


Link all'acquisto dei biglietti: Ticketone

Ascolta Santeria di Guè e Marracash:

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