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Un disco per cominciare

Ci sono dischi che hanno fatto la storia della musica e continuano, ancora oggi, a parlare a chi li ascolta per la prima volta. Kind of Blue, pubblicato nel 1959 da Miles Davis, è uno di questi. Ma c'è una cosa particolarmente interessante per chi si avvicina per la prima volta alla sua musica. Miles non aveva bisogno di dimostrare continuamente quanto fosse bravo.

Non serve essere esperti di jazz, conoscere bebop, hard bop o jazz modale, né sapere chi siano tutti i musicisti coinvolti. Serve soprattutto un po’ di tempo e la disponibilità a lasciarsi guidare dalla musica.

Miles Davis: la forza dell’essenziale

Se non avete mai ascoltato jazz e vi state chiedendo da dove cominciare, questo album può essere un punto di partenza straordinario.

Non perché sia il disco "più facile" della storia del jazz, ma perché possiede una caratteristica fondamentale: non pretende nulla dall'ascoltatore.

Non vi chiede di capire. Vi chiede semplicemente di ascoltare.

Le melodie sono spesso essenziali, gli spazi tra le note sono importanti quanto le note stesse e gli strumenti sembrano dialogare senza mai avere fretta.

È una musica che non corre verso un traguardo.

Respira.

Miles Davis è uno dei giganti assoluti della storia del jazz. Il suo modo di suonare è spesso misurato, essenziale, elegante. Una nota, una pausa, un’altra nota: anche il silenzio diventa parte della musica. È proprio questa capacità di lasciare spazio che rende Kind of Blue accessibile anche a chi pensa che “il jazz non faccia per me”.

Forse, semplicemente, non si è ancora trovato il jazz giusto per sé.

Come avvicinarsi all’ascolto

Il primo ascolto non dovrebbe essere una lezione. Mettete Kind of Blue in cuffia, spegnete il telefono e, se possibile, evitate di fare altro. Dedicatevi circa 46 minuti e ascoltate senza cercare di analizzare ogni passaggio.

Non chiedetevi subito “Mi piace il jazz?”. Chiedetevi piuttosto: “Che cosa mi sta raccontando questa musica?”. La risposta può arrivare immediatamente oppure dopo diversi ascolti. È questa una delle magie dei grandi dischi: sembrano uguali, ma ogni volta possono farci sentire qualcosa di diverso.

Cinque brani, cinque modi per ascoltare

SO WHAT — È probabilmente il brano più famoso dell’album e un ottimo punto di partenza. Non concentratevi subito sugli assoli: provate a seguire il dialogo tra i musicisti, come se assisteste a una conversazione nella quale nessuno parla sopra l’altro.

FREDDIE FREELOADER — Ha un carattere più blues e immediato. Se So What vi sembra ancora distante, provate da qui. Ascoltatelo senza preoccuparvi di “ascoltare jazz”: pensate al blues, al racconto, alla malinconia, all’ironia e alla voglia di stare insieme.

BLUE IN GREEN — È uno dei momenti più intimi dell’album. Il pianoforte di Bill Evans crea uno spazio delicato attorno alla tromba di Miles Davis. Ideale la sera, con luci basse e cuffie. Non cercate di capire: lasciatevi attraversare dall’atmosfera.

ALL BLUES — Qui il ritmo assume un ruolo più evidente. È utile per comprendere che l’improvvisazione non significa suonare a caso: i musicisti partono da una struttura condivisa e, dentro quella struttura, costruiscono qualcosa di nuovo. Provate a riconoscere il tema quando ritorna: state iniziando ad ascoltare attivamente.

FLAMENCO SKETCHES — È forse il brano più particolare e sospeso. Non aspettatevi una conclusione spettacolare: lasciate che la musica si sviluppi lentamente. Ascoltatelo quando avete voglia di stare in silenzio e scoprite quanto il silenzio possa diventare parte integrante della musica.

Un disco che non è rimasto nel 1959

Sono passati più di sessant’anni dalla pubblicazione di Kind of Blue, eppure il disco continua a essere ascoltato, ristampato, studiato e soprattutto scoperto da nuove generazioni. Forse perché parla di qualcosa che non appartiene a nessuna epoca: l’ascolto.

Un album, cinque brani, una porta d’ingresso verso il jazz. Non cercate di capire tutto al primo ascolto. Lasciate che la musica entri. Poi tornate ad ascoltarla. Il viaggio può cominciare proprio da qui.

Scheda dell’album

MILES DAVIS — KIND OF BLUE

Data di pubblicazione: 17 agosto 1959

Etichetta: Sony Music Entertainment Inc.

Un album: 5 brani

Durata: circa 46 minuti

Brani: So What; Freddie Freeloader; Blue in Green; All Blues; Flamenco Sketches

Formazione:

Miles Davis - tromba

Julian "Cannonball" Adderley - sax contralto, ad eccezione di Blue in Green

John Coltrane - sax tenore

Bill Evans - pianoforte

Wynton Kelly - pianoforte, soltanto in Freddie Freeloader

Paul Chambers - contrabbasso

Jimmy Cobb – batteria

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