Miley, senza più bisogno del cognome
Ci sono momenti nella carriera di un artista in cui cambiare nome può sembrare soltanto un dettaglio. Per Miley, invece, la scelta di presentarsi oggi semplicemente come Miley arriva al termine di un percorso nel quale cambiare pelle è diventato quasi una costante.
Dalla ragazza di Hannah Montana alla provocazione di Bangerz, dal rock di Plastic Hearts fino alle atmosfere più sofisticate di Something Beautiful, Miley Cyrus ha attraversato generi, estetiche e personaggi differenti senza smettere di cercare una propria dimensione. Bass Persuades, il suo decimo album in studio, arriva proprio in questo punto della storia: non sembra voler cancellare ciò che è stato, ma piuttosto raccoglierne i frammenti e farli convivere.
Il risultato è un disco breve, diretto e costruito attorno a una parola che nel titolo diventa quasi una dichiarazione d'intenti: bass. Il basso non è soltanto una componente sonora, ma il filo che attraversa un album nel quale il corpo e il ritmo hanno un ruolo importante quanto la melodia.
Il pop torna a muoversi
La title track Bass Persuades mette subito le cose in chiaro. Sintetizzatori, beat e una produzione pensata per spingere in avanti il brano costruiscono un'apertura che guarda alla dance-pop senza rinunciare alla personalità vocale di Miley. È un invito a lasciarsi andare alla musica, ma anche una risposta a un presente nel quale l'ascolto passa sempre più spesso attraverso uno schermo.
Non è però un album esclusivamente da pista. Ed è proprio qui che Bass Persuades diventa interessante. Miley utilizza il pop elettronico come punto di partenza per muoversi in direzioni diverse, alternando energia, romanticismo e momenti più scuri.
Different Religion, realizzata con i Model/Actriz, porta il disco verso una dimensione più inquieta e sperimentale. Il contrasto con la leggerezza apparente della title track è netto e mostra una Miley ancora interessata a spingersi fuori dalla zona più prevedibile del pop.
Con Let's Get Married e Orbit, invece, il ritmo lascia spazio alla dimensione sentimentale. La prima mantiene una componente rock e una certa fisicità, mentre la seconda rallenta ulteriormente il passo e si affida a un'atmosfera più ampia e sospesa. Sono due momenti nei quali la voce torna al centro della scena.
Le diverse Miley convivono
Uno degli aspetti più evidenti di Bass Persuades è proprio la capacità di richiamare periodi differenti della carriera della cantante senza trasformarsi in una semplice raccolta di riferimenti al passato.
C'è l'istinto pop delle sue produzioni più immediate, c'è l'attitudine rock che negli anni è diventata parte integrante della sua identità e c'è quella voglia di sperimentare che aveva già trovato spazio nei momenti meno convenzionali della sua discografia. Il tutto viene filtrato attraverso una produzione contemporanea, nella quale il beat assume spesso il compito di tenere insieme elementi molto diversi.
REDLIGHTS prosegue su questa strada con una costruzione ritmica marcata, mentre Neon Signs, con Andrew Wyatt dei Miike Snow, aggiunge una componente più atmosferica e sofisticata. Sono probabilmente i brani nei quali si percepisce meglio il tentativo di Miley di non rimanere confinata all'interno di una sola definizione.
In Innocent Ways emerge invece una dimensione più personale, mentre Snow chiude la parte principale dell'album con un tono più raccolto. La sequenza dei brani contribuisce così a creare un percorso che parte dal movimento e arriva progressivamente verso una dimensione più intima.
Un disco che punta più sul suono che sulla scrittura
Se c'è un elemento che divide le diverse anime dell'album, è la produzione. Bass Persuades è un disco nel quale il suono arriva spesso prima delle parole. I beat, i sintetizzatori e le scelte di arrangiamento sono determinanti nel definire l'identità dei brani e, in alcuni momenti, risultano persino più incisivi della scrittura.
Le tematiche ruotano soprattutto attorno all'amore, al desiderio, alla relazione e alla ricerca di una forma di equilibrio personale. Non sempre, però, i testi raggiungono la stessa forza delle produzioni. È un disco che convince soprattutto quando Miley lascia che sia la musica a parlare, quando la sua voce si appoggia al ritmo e quando le canzoni riescono a trasformare un'idea semplice in una sensazione immediata.
È anche per questo che l'album può richiedere più di un ascolto. Non tanto per la sua durata contenuta, quanto perché le sue diverse direzioni non vengono sempre sviluppate fino in fondo. Alcune intuizioni rimangono accenni, altre trovano invece una forma più compiuta.
Una Miley più libera, non necessariamente più semplice
La cosa più interessante di Bass Persuades non è quindi la volontà di dimostrare che Miley può ancora cambiare direzione. Questo lo sappiamo già. È il modo in cui sembra accettare la possibilità di non dover più scegliere una sola identità.
La popstar, la cantante rock, l'interprete delle ballad e l'artista interessata alla sperimentazione possono stare nello stesso disco. Non sempre convivono alla perfezione, ma questa imperfezione diventa parte del progetto.
Rispetto a Something Beautiful, il nuovo album appare più immediato e meno interessato a costruire un universo sonoro complesso. Qui Miley sembra voler raggiungere prima il corpo e poi la testa: far muovere, cantare, ricordare una melodia. È una scelta precisa e coerente con il titolo.
Il bass persuade quando il suono riesce a trasformarsi in emozione. E quando succede, Miley ritrova quella capacità di rendere riconoscibile una canzone anche mentre cambia continuamente forma.
Un album nato per il palco?
C'è infine una curiosa contraddizione che accompagna Bass Persuades. Le sue canzoni sembrano avere una forte vocazione live: i beat, i ritornelli e gli arrangiamenti chiedono spazio, pubblico e volume. Eppure Miley ha scelto di non tornare, almeno per ora, al tradizionale meccanismo del grande tour mondiale.
Per presentare il nuovo album sono stati annunciati due concerti all'Hollywood Bowl di Los Angeles, il 16 e il 18 ottobre 2026. Una dimensione più concentrata rispetto alle grandi tournée del passato, che sembra riflettere anche il modo in cui oggi Miley vuole gestire il rapporto tra la propria vita e il proprio lavoro.
Ed è forse proprio questo il punto in cui Bass Persuades acquista un significato ulteriore. Non è il disco di un'artista che deve ancora capire chi vuole essere. È quello di una cantante che sembra aver accettato di poter essere molte cose contemporaneamente.
Miley non ha bisogno di scegliere una sola strada. Le basta continuare a percorrerle tutte, purché ci sia ancora un ritmo capace di farle muovere.






















